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Poesie di Pasqua



La Pasqua è la principale solennità del cristianesimo, poiché essa celebra la risurrezione di Gesù avvenuta nel terzo giorno dalla sua morte in croce, come narrato nei Vangeli.

La data della sua celebrazione varia a seconda dei cicli lunari e cade la domenica successiva al primo plenilunio di primavera.

L’evento della Pasqua racchiude in sé la totalità del mistero cristiano, ovvero il Cristo immolato per l’uomo, al fine di liberarlo dal peccato originale e riscattare la sua natura ormai corrotta, permettendogli di passare dai vizi alla virtù, attraverso la sua resurrezione.

Nella tradizione alla Pasqua si precede un periodo preparatorio di astinenza e digiuno della durata all’incirca di quaranta giorni, denominato Quaresima.

Nel rito romano ha inizio nel mercoledì delle Ceneri, mentre l’ultima settimana di Quaresima è detta Settimana santa, atta a contemplare il silenzio. Ha inizio la Domenica delle Palme, a ricordare l’ingresso di Gesù in Gerusalemme.

 

POESIE DI PASQUA PIU’ FAMOSE

Pasqua – Guido Gozzano

A festoni la grigia parietaria

come una bimba gracile s’affaccia

ai muri della casa centenaria.

 

 Il ciel di pioggia è tutto una minaccia

sul bosco triste, ché lo intrica il rovo

spietatamente, con tenaci braccia.

 

 Quand’ecco dai pollai sereno e nuovo

il richiamo di Pasqua empie la terra

con l’antica pia favola dell’ovo.

 

Venerdì Santo – Fausto Maria Martini

Nulla, credi, è più dolce per i nostri

occhi di questo giorno senza sole,

con i monti velati di viole

perché la primavera non si mostri:::

Venerdì Santo! E ieri sera tu

ti rimendavi quest’abito, tutto

grigio, un abito come a mezzo lutto

per la morte del povero Gesù…

Traevi dalla tua cassa di noce

qualche grigio merletto secolare:

così vestita, accoglierà l’altare

la buona amante con le mani in croce…

Prega per me, prega per te, pel nostro amore,

per nostra cristiana tenerezza,

per la casa malata di tristezza,

e per il grigio Venerdì che muore:

Venerdì Santo, entrato in agonia,

non ha la sua campana che lo pianga…

come un mendico, cui nulla rimanga,

rassegnato si muore sulla via…

Prega, e ricorda nella tua preghiera

tutte le cose che ci lasceranno:

anche il ramo d’olivo che l’altr’anno

ci donò, per la Pasqua, Primavera.

Quante volte l’olivo benedetto

vide noi moribondi nel piacere,

e vide le nostre due anime, in nere

vesti, per noi pregare a capo al letto!

E pregavamo, come se morisse

qualcuno: un poco, sempre, morivamo:

Ma sempre sull’aurora nuova, il ramo

d’olivo i lieti amanti benedisse!

Ora col nuovo tu lo cambierai:

anche devi pregare per gli specchi

velati, per i libri, per i vecchi

abiti che tu più non vestirai…

E’ sera: un riso labile si perde

sulle tue labbra, mentre t’inginocchi:

io guardo, dietro la veletta, gli occhi…

due perle nere in una rete verde.

 

Campane di Pasqua – Gianni Rodari

Campane di Pasqua festose

che a gloria quest’oggi cantate,

oh voci vicine e lontane

che Cristo risorto annunciate,

ci dite con voci serene:

‘Fratelli, vogliatevi bene!

Tendete la mano al fratello,

aprite la braccia al perdono;

nel giorno del Cristo risorto

ognuno risorga più buono!’

E sopra la terra fiorita,

cantate, oh campane sonore,

ch’è bella, ch’è buona la vita,

se schiude la porta all’amore.

 



Pasqua – Ada Negri

E con un ramo di mandorlo in fiore,

a le finestre batto e dico: «Aprite!

Cristo è risorto e germinan le vite

nuove e ritorna con l’april  l’amore

Amatevi tra voi pei dolci e belli

sogni ch’oggi fioriscon sulla terra,

uomini della penna e della guerra,

uomini della vanga e dei martelli.

Aprite i cuori. In essi irrompa intera

di questo dì l’eterna giovinezza ».

lo passo e canto che la vita è bellezza.

Passa e canta con me la primavera.

 

Resurrezione di Alessandro Manzoni

E’ risorto: il capo santo

più non posa nel sudario

è risorto: dall’un canto

dell’ avello solitario

sta il coperchio rovesciato:

come un forte inebbriato,

il Signor si risvegliò.

Era l’alba; e molli il viso

Maddalena e l’altre donne

fean lamento in su l’Ucciso;

ecco tutta di Sionne

si commosse la pendice

e la scolta insultatrice

di spavento tramortì.

Un estranio giovinetto

si posò sul monumento:

era folgore l’aspetto

era neve il vestimento:

alla mesta che ‘l richiese

dié risposta quel cortese:

è risorto; non è qui.

 

Ultima cena -Renzo Pezzani

Le donne preparano sul desco

un po’ di vino e un po’ di pane fresco.

E Gesù mesce il vino e il pane tocca,

ma prima d’accostarseli alla bocca

dice per tutti le parole arcane:

«Ecco; chi mangerà di questo pane

di frumento, di me sarà saziato,

e chi berrà del vino che ho toccato

del mio sangue berrà, nè più avrà sete.

Poi la bevanda e il cibo spartirete

e verso il mondo col mio cuore; andrete ».

 

Andrea Zanzotto -Elegia Pasquale

Pasqua ventosa che sali ai crocifissi

con tutto il tuo pallore disperato,

dov’è il crudo preludio del sole?

e la rosa la vaga profezia?

Dagli orti di marmo

ecco l’agnello flagellato

a brucare scarsa primavera

e illumina i mali dei morti

pasqua ventosa che i mali fa più acuti.

E se è vero che oppresso mi composero

a questo tempo vuoto

per l’esaltazione del domani,

ho tanto desiderato

questa ghirlanda di vento e di sale

queste pendici che lenirono

il mio corpo ferita di cristallo;

ho consumato purissimo pane.

Discrete febbri screpolano la luce

di tutte le pendici della pasqua,

svenano il vino gelido dell’odio;

è mia questa inquieta

Gerusalemme di residue nevi,

il belletto s’accumula nelle

stanze nelle gabbie spalancate

dove grandi uccelli covarono

colori d’uova e di rosei regali,

e il cielo e il mondo è l’indegno sacrario

dei propri lievi silenzi.

Crocifissa ai raggi ultimi è l’ombra

le bocche non sono che sangue

i cuori non sono che neve

le mani sono immagini

inferme della sera

che miti vittime cela nel seno.

 

Giarrè Billi – Rami d’Olivo

Quanti rami d’olivo! Avanti! Avanti!

Son bell’e benedetti: o chi ne vuole?

Li ho colti stamattina, e tutti quanti

coi primi raggi li ha baciati il sole.

Sull’uscio, alla finestra, a capo al letto

metteteci l’Olivo benedetto;

come la luce e le stelle serene

un po’ di luce, al cor, fa tanto bene…




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