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Poesie per la Mamma



“La mamma è sempre la mamma …” quante volte, in qualità di figli abbiamo ripetuto questa frase per omaggiare la donna frutto della nostra venuta al mondo?

Senza riporre in ombra la figura del padre, chiunque sa quanto una madre sia in grado di sopportare e donare al tempo stesso in favore dei suoi figli.

A partire dal dolore più alto al mondo sopportato, quello del parto, paragonato da studi medici ai massimi livelli di sopportazione per il fisico umano, alle proeccupazioni, alla forza di cui spesso molte madri si sono fatte carico pesante sulle spalle. Simbolo di femminilità omaggiata in tutti i tempi e in ogni epoca, punto di riferimento supremo e d’appoggio.

Dante, Shakespeare, Pascoli, Rodari, Pasolini, ecc, quasi nessun autore si è privato di riporre nei suoi versi un pensiero alla donna più importante del mondo per ogni figlio.

Era doveroso raccogliere una serie di componimenti a lei rivolti e dedicati.

 

POESIE PER LA MAMMA PIU’ FAMOSE

“Per la mamma” Gianni Rodari

Filastrocca delle parole:

si faccia avanti chi ne vuole.

Di parole ho la testa piena,

come dentro ‘la luna’ e ‘la balena’.

Ma le più belle che ho nel cuore,

le sento battere: ‘mamma’, ‘amore’.

 

“Mamma, mammina” A. Staltari

Filastrocca della mamma

nel tuo cuor brilla una fiamma

grande come il sole in cielo

e l’amor di un bimbo sincero.

Mamma mammina

sei dolce

sei carina

quando abbracci il tuo piccino

e lo culli pian pianino

quando ascolti con pazienza

e di sorrisi non resti mai senza.

Mamma mammina con la pace e l’allegria sei la gioia più grande che ci sia!

Giro, giro tondo, auguri a tutte le mamme del mondo.

 

Dante Alighieri

Vergine madre, figlia del tuo figlio,

umile e alta più che creatura,

termine fisso d’eterno consiglio,

tu se’ colei che l’umana natura

nobilitasti si’, che ‘l suo fattore

non disdegnò di farsi sua fattura.

Nel ventre tuo si riaccese l’amore,

per lo cui caldo ne l’eterna pace

così è germinato questo fiore.

Qui se’ a noi meridiana face

di caritate, e giuso, intra mortali,

se’ di speranza fontana vivace.

Donna, se’ tanto grande e tanto vali,

che qual vuol grazia e a te non ricorre

sua disianza vuol volar senz’ali.

 

Pier Paolo Pasolini  “Supplica a Mia Madre”

E’ difficile dire con parole di figlio

ciò a cui nel cuore ben poco assomiglio.

Tu sei la sola al mondo che sa, del mio cuore,

ciò che è stato sempre, prima d’ogni altro amore.

Per questo devo dirti ciò ch’è orrendo conoscere:

è dentro la tua grazia che nasce la mia angoscia.

Sei insostituibile. Per questo è dannata

alla solitudine la vita che mi hai data.



E non voglio esser solo. Ho un’infinita fame

d’amore, dell’amore di corpi senza anima.

Perché l’anima è in te, sei tu, ma tu

sei mia madre e il tuo amore è la mia schiavitù:

ho passato l’infanzia schiavo di questo senso

alto, irrimediabile, di un impegno immenso.

Era l’unico modo per sentire la vita,

l’unica tinta, l’unica forma: ora è finita.

Sopravviviamo: ed è la confusione

di una vita rinata fuori dalla ragione.

Ti supplico, ah, ti supplico: non voler morire.

Sono qui, solo, con te, in un futuro aprile…

 

“A Mia Madre” De Amicis

Non sempre il tempo la beltà cancella

o la sfioran le lacrime e gli affanni

mia madre ha sessant’anni e più la guardo

e più mi sembra bella.

Non ha un accento, un guardo, un riso

che non mi tocchi dolcemente il cuore.

Ah se fossi pittore, farei tutta la vita

il suo ritratto.

Vorrei ritrarla quando inchina il viso

perch’io le baci la sua treccia bianca

e quando inferma e stanca,

nasconde il suo dolor sotto un sorriso.

Ah se fosse un mio prego in cielo accolto

non chiederei al gran pittore d’Urbino

il pennello divino per coronar di gloria

il suo bel volto.

Vorrei poter cangiar vita con vita,

darle tutto il vigor degli anni miei

Vorrei veder me vecchio e lei…

dal sacrificio mio ringiovanita!

 

“A mia madre” Eugenio Montale

Ora che il coro delle coturnicifelice schiera in fuga verso i clivi

vendemmiati del Mesco, or che la lotta

dei viventi più infuria, se tu cedi

come un’ombra la spoglia

(e non è un’ombra,

o gentile, non è ciò che tu credi)

chi ti proteggerà? La strada sgombra

non è una via, solo due mani, un volto,

quelle mani, quel volto, il gesto d’una

vita che non è un’altra ma se stessa,

solo questo ti pone nell’eliso

folto d’anime e voci in cui tu vivi;

e la domanda che tu lasci è anch’essa

un gesto tuo, all’ombra delle croci.

 

“Le mani della madre” Rainer Maria Rilke

Tu non sei più vicina a Dio

di noi; siamo lontani tutti. Ma tu hai stupende

benedette le mani.

Nascono chiare in te dal manto,

luminoso contorno:

io sono la rugiada, il giorno,

ma tu, tu sei la pianta.

 

Giovanni Pascoli

“… Don… don e mi dicono Dormi!

Mi cantano Dormi! Sussurrano

Dormi! Bisbigliano Dormi!

Là, voci di tenebra azzurra…

Mi sembrano canti di culla,

che fanno ch’io torni com’era…

sentivo mia madre… poi nulla

sul far della sera”




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