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Prolessi e Analessi, significato



SIGNIFICATO PROLESSI

La prolessi viene utilizzata, all’interno di un testo, per anticipare, per descrivere una figura retorica o un procedimento narrativo. Come già detto anticipa, servendosi di una figura retorica, un dato avvenimento che di norma sarebbe dovuto comparire in seguito, mettendo in evidenza una parola oppure un fatto.

Nell’ambito narrativo la prolessi assume la stessa forma, descrivendo e raccontando un dato evento narrativo in forma anticipata, rivolta quindi al passato, per poi preoseguire al tempo presente.

 

PROLESSI NARRATIVA

La prolessi narrativa riguarda si può aprire generalmente con un’introduzione che in realtà si rivela essere la parte finale del testo, ad esempio decretando la morte del protagonista, per poi ritornare a ritroso nel tempo al fine di raccontare tutta la storia. La prolessi diventa così una modifica della fabula, concedendo immediatamente il risvolto del finale, ma mantenendo intatta la curiosità da parte del lettore di giungere alle relative spiegazioni e successioni degli eventi. Molto spesso si trova una prolessi narrativa anche all’interno di diversi film cinematrografici, senza nulla togliere alla visione, o alla lettura, in qualità di curiosità.

 

PROLESSI DI UNA DATAZIONE

Alcuni calendari si adattano ad una forma antecedente di applicazione di riporto delle date, ovvero viene definito così “prolettico”. Lo stesso calendario gregoriano estende nel tempo la sua datazione, misurando le date antecedenti al 1582.

 

SIGNIFICATO ANALESSI

L’analessi viene anche comunemente chiamata con il termine “retrospezione” ad indicare un termine inglese come il flashback. Avvalendosi di questa retrospezione il testo viene riavvolto su se stesso, soffermandosi ed estraniandosi dal reale per fare ritorno ad un avvenimento correlato, ma lontano nel tempo. La terminologia latina della parola “analessi” sottolinea appunto quanto accaduto in precedenza, nel passato.

Generalmente l’autore tenderà quindi a servirsi di un tempo presente all’interno della narrazione principale per poi passare all’utilizzo del tempo passato, allacciandosi alla visione metaforica di un flashback, come se il racconto dell’aneddoto o del ricordo riguardasse il tempo reale. La funzione principale dell’analessi rimane quella di andare a riempire alcuni vuoti e lacune lasciate volutamente interrotte a metà, mentre a volte viene utilizzato per confondere il lettore e spaventarlo, nel caso di racconti horror soprattutto.

Rispetto al testo narrativo i flashback sono molti più difficili da distinguere all’interno di un’opera cinematografica, proprio per via del loro potere di destabilizzazione.

 

ANALESSI INTERNA

L’analessi interna si riferisce e viene utilizzata allo scopo di narrare un dato momento precedente all’interno del racconto, come ad esempio il numero di un anno antecedente a quello odierno, ma suddiviso all’interno di una periodo temporale da 5 anni, per citare un esempio.

 

ANALESSI ESTERNA

L’analessi esterna narra invece un dato evento che trova inizio e termine all’interno della narrazione primaria e si spegne prima dell’inizio vero e proprio della storia.

 

ANALESSI LETTERATURA

In letteratura, un testo narrativo che si serve quasi totalmente dell’analessi, risulta essere “La cognizione del dolore” di Carlo Emilio Gadda, poiché all’interno della sua opera viene interrotta di continuo la storia principale in favore di ripetuti flashback a ritroso nel tempo.