Home Scrittura Fabula e Intreccio: esempi e differenze

Fabula e Intreccio: esempi e differenze



Non molti sanno che fabula e intreccio provengano in realtà dai formalisti russi.

La scuola del formalismo russo fu una scuola di critica letteraria che apparve e si sviluppò nella prima metà del XX secolo. Uno degli autori più conosciuti che ne fece parte fu Vladimir Propp che scrisse il celebre saggio Morfologia della fiaba.

Quando l’autore sceglie la successione in cui esporre i fatti raccontati all’interno della propria opera può decidere di seguire scrupolosamente l’ordine cronologico e più logico, rendendo il testo di facile comprensione. Oppure può intraprendere una strada diversa, scegliendo di anticipare la cronologia degli eventi che in realtà si sono susseguiti in un secondo tempo. In questo modo i fatti anteriori, o gli effetti, terranno alla larga le cause, che saranno spiegate soltanto in seguito.

La definizione che si trova sul dizionario recita: nella critica formalistica, il complesso dei materiali di una narrazione, analizzati in successione rigorosamente logico e temporale, indipendentemente dalla disposizione in cui l’autore ha voluto presentarli nell’intreccio dell’opera.

Nella sua forma etimologica la fabula deriva dal verbo latino “fari” che, al participio passato, si trasforma in “fatus”, ovvero il fato, mentre al gerundio diviene “fando”. Dallo stesso verbo ha origine il termine “fama”, “infante”, “fanciullo”, quasi come il termine “fabula” ripercorresse insieme a noi un’intero percorso di vita attraversato che ci spinge alla riflessione.

 

DEFINIZIONE DI FABULA E INTRECCIO

Fabula: descrizione dell’ordine logico e cronologico dell’insieme dei fatti narrati.

Intreccio: descrizione dell’organizzazione dei fatti narrati com’è stata pensata dall’autore e che costituisce l’ordine narrativo.

Analessi (flashback): evoca un evento accaduto in precedenza.

Prolessi (flashforward): anticipa il racconto di un evento successivo. Un’altra tecnica che fa sempre parte delle prolessi e viene utilizzata all’ inizio del racconto è quella dell’inizio “IN MEDIAS RES”, nel mezzo delle cose. Consiste nel cominciare un racconto nel pieno della storia.

Archi di tempo simultanei: un esempio concreto riguarda tutti quei personaggi che si alternano nell’arco della storia, ma che non si incontreranno mai nello stesso capitolo di testo. Gli archi di tempo simultanei si possono ritrovare persino all’interno dello stesso capitolo paradossalmente.

Fabula e Intreccio: avviene quando l’intreccio segue l’ordine logico e cronologico e quindi la fabula e l’intreccio coincidono.

Centralità dell’intreccio: il racconto giallo è un esempio perfetto per descrivere la centralità dell’intreccio. I fatti presentati dall’autore in questo caso non seguono mai, o quasi mai, l’ordine cronologico delle cose. In molti racconti il delitto o il crimine commesso viene presentato all’inizio della storia e la trama si sviluppa secondo la tecnica dell’analessi, ovvero seguendo la ricostruzione degli avvenimenti compiuta dall’investigatore o dal protagonista. Questo metodo consente al lettore di cimentarsi direttamente con la risoluzione del mistero.

 

ESEMPIO DI FABULA

Marco frequentò prima alla scuola materna e poi alle elementari aveva tanti amici; poi però qualcosa cambiò alla scuole medie, non riuscendo a legare con altri ragazzi.

 

ESEMPIO INTRECCIO

Marco non riusciva a farsi degli amici all’interno della scuola media dove si trovava, da piccolo invece, alla scuola materna e alle elementari non aveva mai avuto problemi e poteva vantare un sacco di amici.