Morale di Marco De Lorenzo

Morale di Marco De Lorenzo


Titolo del Libro: Morale

Nome Editore: Gruppo Albatros



Autore: Marco De Lorenzo

Ho 42 anni e sono nato a Bologna e tuttora vivo in provincia; sposato e padre di un bellissimo bimbo.
Mi ritengo un discreto lettore e nonostante prediliga temi che vertono dal thriller all’horror sono caratterialmente tutto l’opposto, probabilmente i generi che leggo compensano il fatto di non prendermi troppo sul serio, lavoro a parte dove devo essere serio e sempre “sul pezzo” come si usa dire.

 

Di Cosa Parla il Libro

Vi siete mai chiesti come potrebbe essere una giornata qualsiasi di un personaggio inventato ma famoso?
Beh io me lo sono chiesto e se ci aggiungete che tendenzialmente mal digerisco i lieto fine nei film, ecco prendere vita racconti lunghi una giornata in cui io sono protagonista e mio malgrado testimone del comportamento privato di certi personaggi.

Sono brevi racconti che non hanno riferimenti di tempo e spazio, pensati e scritti con lo scopo di riuscire a strappare un sorriso (anche uno solo) al lettore.

Come dicevo prima, i protagonisti sono tutti personaggi inventati che spaziano dalle serie televisive ai manga passando dalla leggenda; la scelta è stata casuale.

Nei racconti avrò a che fare con un Maestro che non è chi dice di essere, un praticante di arti marziali che dovrebbe prestare più attenzione, un complottista nato, un leggendario balestriere con diversi problemi di salute, l’intervista ad un supereroe, un killer innamorata di un cane che nasconde un segreto ed infine la nascita di un nuovo amore.

Come dicevo prima sono racconti sospesi nello spazio e nel tempo (benché la maggior parte dei personaggi nella loro veste ufficiale se non ha una collocazione temporale, ne ha di sicuro una spaziale), ho voluto così per non vincolare troppo i racconti; volevo che assomigliassero a delle favole per adulti, non sono raccontate scene di
sesso lo dico subito, però ammetto che qualche parolaccia qua e là è presente. Soprattutto nel primo racconto, ma è giustificato per via del personaggio che ho confezionato; chi leggerà spero che capirà.

È poi le parolacce sono diventate di uso talmente comune da entrare anche nel vocabolario, ma ovviamente questo non mi assolve dalla colpa.

È un libro che ho scritto soprattutto di sera, e, dato che non è esattamente un tomo universitario, penso che la sera sia proprio il momento adatto per leggerlo, e qui mi riallaccio al fatto delle “favole per adulti”.

Alla sera, lontano dai pasti (scherzo…), magari dopo una giornataccia di lavoro, vi leggete uno o anche più di uno (fate vobis) dei racconti e sarete contenti di scoprire che c’è chi sta peggio di voi (non scherzo…).

Ogni racconto, alla fine, ha la morale (da cui il titolo ovviamente); ma, a differenza delle favole per bambini, dove una morale vera e propria (intesa come insegnamento) c’è, la morale che intendo io è quella che si usa dire quando si vuole tagliare un racconto arrivando alla parte finale.

È un ottimo escamotage se non si vuole tediare il nostro interlocutore; lo sa bene anche l'”io” narratore che di fronte alla richiesta di “raccontare tutto”, racconta tutto.

È quando alla fine gli verrà offerta una via di uscita da quelle dimensioni senza spazio e tempo (è questo lo scopo di un bravo strizza cervelli), l'”io” narratore, senza indugi, saprà già cosa rispondere.

MORALE non è esattamente il grande romanzo americano; l’ho scritto con l’intento di riuscire a strappare un sorriso al lettore, anche uno solo. Perché ridere fa bene e perché ne abbiamo tanto bisogno.