Home Blog Page 19

Sinossi di un Libro: cos’è e come scriverla

0
Sinossi di un Libro: cos’è e come scriverla

Vediamo cos’è la sinossi e come impostare correttamente le informazioni contenute sul retro di un libro.

Succede spesso di non sapere come impostare correttamente la sinossi del proprio manoscritto. In generale lo spazio concesso per questo importante dettaglio non eccede mai le due cartelle (2000 battute) e può differenziarsi della quarta di copertina che in genere non rappresenta mai la sinossi di un testo, ma soltanto ciò che il lettore vede come primo indice d’acquisto.

Ma perché è utile saper scrivere correttamente una sinossi?

 

FUNZIONE DELLA SINOSSI

Risulta fondamentale, una volta completato l’interno del proprio romanzo, riuscire a riassumere gli aspetti principali più intensi della storia che vogliamo proporre al pubblico o sottoporre all’attenzione di una casa editrice.

Il senso dell’intera trama deve essere contenuto essenzialmente in una cartella, fino a un massimo di due, e questa restrizione risulta essere spesso la fonte principale di stress dell’intero lavoro di uno scrittore.

E’ facile cadere nella trappola più classica come ad esempio un blocco, l’incertezza di non riuscire a comprendere più cosa inserire e in quale modo farlo, nonostante essendo l’artefice della propria storia trasportata all’interno del libro.

Quali sono gli errori assolutamente da evitare nelle impostazioni di una sinossi?

Di seguito abbiamo stilato alcuni esempi da cui tenersi lontani.

 

ERRORI COMUNI NELL’IMPOSTAZIONE DI UNA SINOSSI ERRATA

SINOSSI DELIRANTE: si incombe in questo rischio quando la trama della storia passa in secondo piano, focalizzando l’attenzione del testo su paradossi piuttosto che sulle nozioni veramente d’aiuto all’occhio esterno che si avvicinerà alla sua attenzione. E’ il caso di una generalizzazione divagante in casi in cui si esprime un giudizio personale sul mondo, sui rapporti interpersonali, sulle relazioni affettive, enfatizzando aspetti critici che distolgono e allontano l’interesse dalla vera trama del manoscritto.

SINOSSI ECCENTRICA: quando l’autore sacrifica lo spazio necessario alle battute della storia per autoplocamare i suoi meriti nel tema posto all’attenzione del lettore. Questo tipo di approccio risulta immediatamente controproducente, ottenendo per ciò l’effetto opposto da quello a cui si stava puntando.

SINOSSI INCERTA: quando la trama riassuntiva del romanzo o del racconto rivela tutto come niente. Questo avviene quando il lettore, a fronte della sinossi a lui proposta, non riesce a comprendere esattamente il filo logico conduttore della storia e il suo genere.

SINOSSI CON UN ECCESSO DI NOMI: quando l’autore si concentra su una vasto assortimento di nominativi atti a consigliare il suo lavoro che portano fuori strada il lettore e si allontanano drasticamente dal centro focale dell’intera storia.

 

COME SCRIVERE CORRETTAMENTE UNA BUONA SINOSSI

La sinossi è il contenuto condensato dell’intera trama che l’autore si è prestato a raccontare tramite il mezzo della scrittura.

Fondamentalmente per definirsi corretta una sinossi deve saper sempre rispondere a tre domande:

  • Chi, o quali sono, i protagonisti e gli antagonisti della storia? (i personaggi secondari non vengono mai riportati in sinossi)
  • Come e dove si svolge il percorso della storia?
  • Quali sono i colpi di scena più salienti dal punto di partenza della storia?

Occorre riuscire a racchiudere tutte le informazioni di spicco in uno spazio ristretto, evitando di rivelare il finale, ma riuscendo a coinvolgere il lettore con i punti salienti della storia. Per questo motivo risulta utile iniziare  parlando del protagonista principale, soffermandosi sul suo “problema” oppure sul suo “obbiettivo” all’interno della storia, enfatizzando le sue emozioni, problematiche e le sue motivazioni.

La sinossi si scrive al presente, evitando l’uso spasmodicio di avverbi e aggettivi, usando correttamente punteggiatura e formattazione.

La sinossi deve contenere l’argomento del romanzo, l’obbiettivo del suo protagonista, il suo principale ostacolo, la risoluzione di tale conflitto (senza però rivelare il finale) e il punto di vista in cui la storia è scritta (voce narrante, narrazione al presente indicativo, ecc).

Tenendo sempre presenti questi punti fondamentali non rischierete mai di deragliare dai binari giusti.

Come si fa una Scheda Libro

0
Come si fa una Scheda Libro

Impostare la scheda completa di un libro è sempre un compito che richiede un dispendio di tempo e una corretta concentrazione accompagnata da un’analisi approfondita del tema trattato.

Per semplificare tutto ciò può rivelarsi utile seguire una guida qui sotto correlata.

 

GUIDA PER RICREARE UNA SCHEDA LIBRO

La scheda di un libro si differenzia dalla recesnione, essa prevede infatti molti più punti d’origine tecnica e schematizzata divisa e catalogata in diversi punti. Il tutto serve per reperire facili e veloci informazioni in merito al testo proposto.

Le prime nozioni da tenere presenti sono:

  • Nome dell’autore;
  • Titolo delll’opera;
  • Città e anno di pubblicazione;
  • Genere del libro (narrativa, fantasy, silloge poetica, thriller, biografia, storico, horror, noir, giallo e via dicendo).
  • Nome dell’editore.
  • Personaggi protagonisti (in questo punto va inserita una breve descrizione di ogni personaggio, i tratti psico-fisici, ruolo svolto all’interno dell’opera).
  • Spazio della narrazione (ovvero dove essa ha luogo).
  • Tempo della storia (il tempo storico in cui la storia è ambientata, indicando anche se le date non coincidono).
  • Tempo del racconto (flashback e proless).
  • Breve trama dell’opera (la parte essenzialmente più impegnativa di tutte).
  • Breve commento correlato personale (in cui trascrivre tutto ciò che si è rivelato di gradimento e non all’interno della storia).

Per ottimizzare una scheda libro inoltre è indispensabile aggiungere ulteriori punti salienti, tra cui:

  • Tematiche fondamentali dell’opera.
  • Tecniche narrative utilizzate.
  • Passi scelti (raccolta delle frasi più significative della storia motivate da un commento personale).
  • Osservazioni stilistiche dello stile utilizzato dall’autore (ogni punto potrà essere collegato fra loro in un discorso continuativo in cui dar sfoggio della vostra preparazione personale).

 

ESEMPIO DI UNA SCHEDA LIBRO OTTIMALE

Titolo: “Se questo è un uomo”.

Autore: Primo Levi.

Editore: Enaudi.

Anno pubblicazione: Stampato presso G. Canale e C., S.p.A., Borgaro (TO). Prima ed. 1958.

Genere: storico, biografico.

Biografia autore: Primo Levi è nato nel 1919 a Torino e fu deportato ad Auschwitz durante la seconda guerra mondiale. Direttore di una fabbrica di resine, è diventato scrittore dopo l’incubo dei lager. I suoi libri commemorativi, sono tuttavia percorsi da un tenace amore per la vita e da una vena ironica delicata.

Personaggi principali: in quest’opera l’autore narra in prima persona la deportazione in Germania e la permanenza nei vari campi di concentramento nazisti.

Ambientazione e periodo: ambientato ad Auschwitz, in Polonia, nel periodo della seconda guerra mondiale, precisamente dal febbraio 1944 al 27 gennaio 1945.

Trama: nel febbraio del 1944 tutti gli ebrei vengono radunati e rasferiti nel campo di Auschwitz dove vengono adibiti a forza lavoro in condizione disumane o uccisi. A Primo viene assegnato il numero identificativo 30, al termine del duro lavoro odierno fa ritorno al suo giaciglio confortato dalla vicinanza della prigioniera Diena. A tutti viene imposto il silenzio, la sopportazione, l’umiliazione e la dura forza lavoro.

Da questo spunto si può avanzare nel racconto della trama (in questo caso non completa) di qualsiasi altro libro, complilando il resto della scheda tecnica con l’aggiunta delle informazioni necessarie.

Fabula e Intreccio: esempi e differenze

0
Fabula e Intreccio: esempi e differenze

Non molti sanno che fabula e intreccio provengano in realtà dai formalisti russi.

La scuola del formalismo russo fu una scuola di critica letteraria che apparve e si sviluppò nella prima metà del XX secolo. Uno degli autori più conosciuti che ne fece parte fu Vladimir Propp che scrisse il celebre saggio Morfologia della fiaba.

Quando l’autore sceglie la successione in cui esporre i fatti raccontati all’interno della propria opera può decidere di seguire scrupolosamente l’ordine cronologico e più logico, rendendo il testo di facile comprensione. Oppure può intraprendere una strada diversa, scegliendo di anticipare la cronologia degli eventi che in realtà si sono susseguiti in un secondo tempo. In questo modo i fatti anteriori, o gli effetti, terranno alla larga le cause, che saranno spiegate soltanto in seguito.

La definizione che si trova sul dizionario recita: nella critica formalistica, il complesso dei materiali di una narrazione, analizzati in successione rigorosamente logico e temporale, indipendentemente dalla disposizione in cui l’autore ha voluto presentarli nell’intreccio dell’opera.

Nella sua forma etimologica la fabula deriva dal verbo latino “fari” che, al participio passato, si trasforma in “fatus”, ovvero il fato, mentre al gerundio diviene “fando”. Dallo stesso verbo ha origine il termine “fama”, “infante”, “fanciullo”, quasi come il termine “fabula” ripercorresse insieme a noi un’intero percorso di vita attraversato che ci spinge alla riflessione.

 

DEFINIZIONE DI FABULA E INTRECCIO

Fabula: descrizione dell’ordine logico e cronologico dell’insieme dei fatti narrati.

Intreccio: descrizione dell’organizzazione dei fatti narrati com’è stata pensata dall’autore e che costituisce l’ordine narrativo.

Analessi (flashback): evoca un evento accaduto in precedenza.

Prolessi (flashforward): anticipa il racconto di un evento successivo. Un’altra tecnica che fa sempre parte delle prolessi e viene utilizzata all’ inizio del racconto è quella dell’inizio “IN MEDIAS RES”, nel mezzo delle cose. Consiste nel cominciare un racconto nel pieno della storia.

Archi di tempo simultanei: un esempio concreto riguarda tutti quei personaggi che si alternano nell’arco della storia, ma che non si incontreranno mai nello stesso capitolo di testo. Gli archi di tempo simultanei si possono ritrovare persino all’interno dello stesso capitolo paradossalmente.

Fabula e Intreccio: avviene quando l’intreccio segue l’ordine logico e cronologico e quindi la fabula e l’intreccio coincidono.

Centralità dell’intreccio: il racconto giallo è un esempio perfetto per descrivere la centralità dell’intreccio. I fatti presentati dall’autore in questo caso non seguono mai, o quasi mai, l’ordine cronologico delle cose. In molti racconti il delitto o il crimine commesso viene presentato all’inizio della storia e la trama si sviluppa secondo la tecnica dell’analessi, ovvero seguendo la ricostruzione degli avvenimenti compiuta dall’investigatore o dal protagonista. Questo metodo consente al lettore di cimentarsi direttamente con la risoluzione del mistero.

 

ESEMPIO DI FABULA

Marco frequentò prima alla scuola materna e poi alle elementari aveva tanti amici; poi però qualcosa cambiò alla scuole medie, non riuscendo a legare con altri ragazzi.

 

ESEMPIO INTRECCIO

Marco non riusciva a farsi degli amici all’interno della scuola media dove si trovava, da piccolo invece, alla scuola materna e alle elementari non aveva mai avuto problemi e poteva vantare un sacco di amici.

Come Fare un Riassunto in Modo Corretto

0
Come Fare un Riassunto in Modo Corretto

Dai tempi delle scuole primarie il riassunto è entrato a far parte della vita degli studenti, per mezzo di temi su un dato argomento oppure come schema stilizzato per abbreviare i capitoli di studio di un dato programma.

A seconda del testo che si va a riassumere diventa importante comprendere come poter strutturare un testo riassuntivo nel modo più corretto possibile, a seconda del livello di difficoltà che potremmo riscontrare. E’ il caso di testi unversitari complessi o volumi di narrativa contenenti molteplici informazioni utili in apparenza.

Come si scrive dunque un riassunto in modo corretto?

 

COME IMPOSTARE UN RIASSUNTO

Il riassunto rivela la reale comprensione individuale del testo letto. Esistono tuttavia varie tecniche per avvantagiare il lavoro di abbreviamento di un testo.

Una di queste consiste nel dividere le parti iniziali del testo che intendiamo riassumere, in sequenze tattiche.

Una lettura profonda e attenta è fondamentale per comprendere la struttura del testo ed evidenziarne le parti principali, avvalendosi dell’uso di evidenziatori o indicatori visivi. Dopo la sottolineatura delle frasi chiave del testo si passa direttamente all’eliminazione del superfluo, ovvero di tutte quelle nozioni che possono essere tralasciate perché non fondamentali in uno schema riassuntivo.

Tale tecnica viene definita anche “lettura attiva e veloce” che, con la giusta pratica, può rilevarsi utile per velocizzare i tempi di lettura di qualsiasi testo.

Formulare una scaletta, seguendo i principi di una sorta di leggenda, servirà a sviluppare le parti fondamentali ai margini per collegare soltanto i punti salienti che si intendono trattare. Una volta migliorata e corretta, la stessa leggenda diverrà il punto da cui partire per la stesura del riassunto quasi perfetto. Grazie ad essa potrete iniziare il lavoro di trasposizione sul testo, assicurandovi una corretta correlazione tra gli appositi strumenti linguistici come le predisposizioni, le marcature temporali, gli avverbi, ecc.

 

CONSIGLI SCHEMATIZZATI PER CREARE UN RIASSUNTO PERFETTO

  • Se è possibile è meglio avvalersi dello stesso tempo verbale sfruttato dall’autore del testo (questa tecnica semplificherà ulteriormente la struttura del riassunto);
  • è consigliabile mantenere una percentuale pari al 70% circa corrispondenti alle inormazioni del testo orignarie;
  • durante ogni citazione espressa dall’autore è obbligatorio l’uso delle virgolette, come avviene ad esempio nell’apertura e nella chiusura di un dialogo;
  • nel riassunto non viene mai riportata un’opinione personale e questo rappresenta una vera e propria regola da non sottovalutare;
  • al termine della stesura del riassunto è bene effettuare almeno un paio di riletture del testo per rendersi conto degli eventuali refusi rimasti, delle possibili incongruenze, delle veridicità delle informazioni riportate, sfuggenti in una prima stesura. Analizzate le concordanze tra le frasi, il periodi verbali, i periodi troppo lunghi e quelli troppo brevi, la punteggitura, il lessico appropriato, al fronte di evitare gli errori più comuni.

 

CONCLUSIONI

Utilizzate sempre due fogli (oppure due cartelle word nel caso della battitura al pc) una per la brutta del vostro riassunto e una copia per la fase finale.

Prestate attenzione alla lunghezza complessiva del testo, poiché un riassunto è tale proprio perché deve tendere a restringere il campo sull’argomento citato. Più il testo risulterà scorrevole e di semplice lettura e maggiori saranno le certezze d’aver portato a termine un buon riassunto.