Un Natale Sbagliato di Tommaso Picasso

Un Natale Sbagliato di Tommaso Picasso

Titolo del Libro: Un Natale Sbagliato

Nome Editore: Youcanprint

Autore: Tommaso Picasso

Mi chiamo Mario Pieri e ho scritto questo libro con lo pseudonimo di Tommaso Picasso. Tommaso è l’immaginario nipote di Giovan Battista Picasso, il protagonista e narratore; nell’introduzione dice di aver ereditato il baule del nonno e di avervi trovato i resoconti di avventure poliziesche inedite, decidendo di pubblicarle.

Nella vita sono un ingegnere “a riposo” e mi occupo di ricerca nel campo della storia e della tecnica, in particolare nel settore militare. Al riguardo ho pubblicato, da solo e con altri, vari articoli e libri in lingua italiana, inglese e spagnola. Faccio anche il traduttore tecnico freelance. vivo a Roma assieme alla mia compagna e a mio figlio.

Proprio dalla mia passione per la storia, in particolare del XX secolo, è nata l’idea di scrivere un libro “giallo” ambientato nella Roma degli anni Venti e Trenta. L’ho pubblicato autonomamente e ho avuto, da chi l’ha letto, riscontri positivi che mi hanno spinto a continuare; infatti sto ultimando la seconda avventura con gli stessi protagonisti.

 

Di Cosa Parla il Libro

“Un Natale sbagliato” è un romanzo breve (64 pagine nel formato 13×18 cm) di genere poliziesco – mystery ambientato nella Roma di fine Anni Venti, in particolare nel quartiere della Garbatella, che all’epoca della vicenda era stato creato da poco. La storia si basa su un fatto di cronaca realmente avvenuto, la strana morte di un neonato, riportato in un trafiletto di un quotidiano del 25 dicembre 1929 (che ho pubblicato nel corpo del libro).

L’avventura si svolge nell’arco di una settimana, dal Natale alla fine dell’anno in questione. Proprio l’articolo del giornale è l’occasione di incontro dei due protagonisti: il giornalista Giovan Battista Picasso e il Commissario di Polizia Antonio Valeri. Il primo, di origini genovesi, appena finita la guerra del 1915-18 si è trasferito a Roma per lavorare al quotidiano “il Messaggero” dove si occupa di spettacoli, benché in cuor suo aspiri a diventare cronista di “nera”; è giovane, simpatico, ficcanaso e abile a far parlare la gente.

L’altro è un funzionario di pubblica sicurezza romano che spesso agisce fuori dagli schemi; ama lavorare in libertà e sfrutta, oltre alla logica deduttiva, gli ultimi ritrovati della scienza forense; per questo è sì stimato da colleghi e superiori, ma anche un po’ malvisto perché non “omologato” al sistema imposto dal fascismo.

Riguardo la morte del piccolo, Valeri non è convinto che le cose siano andate come potrebbe sembrare. Nonostante il suo parere contrario, Picasso indaga per conto proprio scoprendo informazioni interessanti. Il Commissario le unisce a quelle da lui trovate e, grazie anche all’esame di alcune impronte digitali (una tecnica all’avanguardia per l’epoca) riesce a dedurre chi è il vero colpevole. Il quale verrà arrestato in una turbolenta operazione di polizia, dopodiché verrà alla luce l’intera storia alla base della delittuosa vicenda.